Kosakenland nasce nel 2020, ma l’idea di raccontare questa storia viene da molto più lontano.
Il progetto nasce anche da un legame personale con l’Alto Friuli e dai racconti ascoltati fin dall’infanzia sui cosacchi arrivati in queste montagne negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Storie di soldati e famiglie, di cavalli e carri, di case occupate e di una popolazione venuta da molto lontano che, per alcuni mesi, visse accanto a quella friulana.
Era una storia che da tempo volevamo raccontare.
Nel 2020 il progetto prende concretamente forma e ottiene il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo di un documentario.
Da quella prima idea, negli anni, Kosakenland è cresciuto. Abbiamo incontrato storici, ricercatori e testimoni che ci hanno guidato nella comprensione di una vicenda molto più complessa di quanto emergesse dai racconti della memoria familiare. La ricerca si è progressivamente allargata agli archivi, alle fonti documentarie e audiovisive e al più ampio contesto europeo nel quale maturò l’esperienza del Kosakenland in Norditalien.
Grazie al successivo sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e alla collaborazione di istituti storici, archivi, studiosi e realtà culturali, il progetto ha compiuto un ulteriore passo: non soltanto raccontare questa storia attraverso il cinema, ma costruire uno spazio multimediale permanente nel quale raccogliere e mettere in relazione testimonianze, documenti, fotografie, filmati, ricerche e contributi degli studiosi.
È nato così Kosakenland.it: un progetto che parte dalla memoria di questi luoghi per comprenderne la storia e restituirla alle comunità alle quali appartiene.
Per oltre ottant’anni questa vicenda è sopravvissuta nella memoria delle comunità locali, nei racconti tramandati all’interno delle famiglie, nelle fotografie conservate nelle case, nei documenti degli archivi e nel lavoro di storici e ricercatori che, nel corso degli anni, hanno cercato di ricostruirne i diversi aspetti.
È una memoria composta da molte voci e da molti punti di vista. Quello delle popolazioni friulane che videro arrivare migliaia di persone nelle proprie vallate; quello della Resistenza e dell’occupazione tedesca; quello dei cosacchi e dei caucasici giunti da un’Europa orientale sconvolta dalla rivoluzione, dalla guerra civile, dall’esilio e infine dalla Seconda guerra mondiale.
Kosakenland.it nasce per raccogliere queste tracce, metterle in relazione e trasformarle in un racconto accessibile a tutti.
Non per formulare giudizi o alimentare contrapposizioni, né per proporre una lettura definitiva degli avvenimenti, ma per cercare di comprendere ciò che accadde, collocando le vicende della Carnia e del Friuli nel più ampio scenario europeo nel quale ebbero origine.
Il progetto utilizza fotografie d’epoca restaurate, filmati, documenti, cartine, testimonianze e materiali provenienti da archivi pubblici e privati, mettendoli in dialogo con gli studi di storici e ricercatori che negli ultimi decenni hanno contribuito alla conoscenza di questa vicenda.
Il linguaggio multimediale permette inoltre di avvicinare materiali molto diversi tra loro: un documento può essere confrontato con una testimonianza, una fotografia con il luogo nel quale fu scattata, il racconto di chi visse quegli avvenimenti con l’analisi di uno storico. Non un archivio nel senso tradizionale del termine, quindi, ma un percorso di conoscenza costruito attraverso le fonti.
C’è infine una ragione legata al tempo. Le persone che conservarono una memoria diretta di quegli anni sono sempre meno e, con loro, rischiano di scomparire racconti, dettagli e ricordi che raramente trovano posto nei documenti ufficiali. Raccoglierli e metterli in relazione con la ricerca storica significa conservare una parte della memoria del territorio e renderla disponibile alle generazioni future.
Il web consente a questo lavoro di rimanere aperto: nuovi documenti, testimonianze e contributi potranno aggiungersi nel tempo. Perché la storia di Kosakenland non appartiene soltanto al passato. Appartiene anche ai luoghi e alle comunità che ancora oggi ne conservano le tracce.
Il documentario e il sito sono due parti dello stesso progetto, due modi diversi e complementari di avvicinarsi alla stessa storia.
Il film costruisce un racconto attraverso le immagini, le testimonianze, i luoghi e le voci di chi ha studiato o vissuto quegli avvenimenti. Segue un percorso narrativo che prova a restituire la dimensione umana di una vicenda complessa, facendo incontrare la grande storia con le memorie delle persone e dei territori.
Il sito permette invece di fermarsi, esplorare e approfondire. Il racconto si sviluppa attraverso nove capitoli e nove video, accompagnati da testi, interviste, fotografie, documenti, mappe e approfondimenti dedicati agli avvenimenti, ai luoghi e ai protagonisti.
Film e sito nascono dalla stessa ricerca e dagli stessi materiali, ma seguono linguaggi differenti. Il film racconta; il sito permette di entrare dentro il racconto, seguendo percorsi diversi e tornando sulle persone, sui documenti e sugli avvenimenti che maggiormente suscitano interesse.
Non un archivio nel senso tradizionale del termine, né un’enciclopedia, ma un percorso documentario e multimediale attraverso una storia che dalle steppe dell’Europa orientale arrivò fino alle montagne del Friuli.
Per comprenderla è necessario andare indietro nel tempo: alla rivoluzione russa, alla guerra civile, all’esilio di una parte del mondo cosacco, alla Seconda guerra mondiale e all’incontro con la Germania nazista. E poi seguire quel lungo percorso verso occidente, fino alla Carnia e all’Alto Friuli, dove nel 1944 migliaia di cosacchi e caucasici arrivarono insieme alle loro famiglie.
Qui la loro storia incontrò quella delle comunità friulane, dell’occupazione tedesca e della Resistenza.
È una storia di guerra e migrazioni, occupazione e Resistenza, eserciti e civili, uomini, donne e bambini che per pochi mesi si trovarono a vivere gli uni accanto agli altri, spesso dentro gli stessi paesi e le stesse case.
Raccontare il Kosakenland significa quindi andare oltre la cronaca di un episodio locale. Significa provare a comprendere come la guerra possa spostare popolazioni, trasformare territori e cambiare il destino di intere comunità, facendo incontrare, e talvolta scontrare, persone provenienti da mondi lontanissimi.
Il film e il sito cercano di ricomporre le tracce lasciate da quell’incontro e di riportarle nei luoghi nei quali tutto questo accadde.
Per pochi mesi, tra il 1944 e il 1945, la grande storia europea attraversò queste montagne.